UN GIOVANE CAZZO EGIZIANO – 3^ parte – Sharm El Sheikh (Egitto)

- Come ti chiami? Mi hai seguito dall'hotel?
- Mio nome è Said, ventiuno anni.... sì lavoro in hotel a cameriere...
- Io sono Rossella. Allora... per perdonarti, ti propongo un gioco...
- Sicura, da tua parte qualsiasi cosa... che cosa è? 
- E' molto semplice: io sono una tua cliente e ordino la cena, tu esegui, e alla fine, se sei bravo, io realizzerò un tuo desiderio, qualsiasi desiderio...
- Qualsiasi io desidero? 
- Sì, qualunque cosa tu vuoi...
Ho detto, sorridendogli maliziosamente. 
- C'è qualcun altro qui intorno?
- No, solo me e la mia moto... 
- Ok, per fare questo gioco bisogna togliere i vestiti. Io sono senza, vedi?
Ho gettato la camicetta sulla sabbia e Said si è spogliato alla velocità della luce! Guardandolo così nudo e con il cazzo circonciso e scurissimo già di nuovo in semi-tiro, ho subito sentito la mia fica ricominciare a bagnarsi. 
All'inizio gli ho chiesto di toccarmi delicatamente il seno con le mani e poi di succhiare i capezzoli. Nel momento in cui mi ha toccato il ventre col cazzo duro come un paletto, ho sentito un brivido che ha attraversato tutto il mio corpo, dal basso verso l'alto. 
Poi mi sono sdraiata sulla schiena e gli ho detto di leccarmi e baciarmi ovunque. Immediatamente ho sentito la sua lingua giocare con le mammellone, mentre le sue mani esploravano ogni centimetro del mio corpo facendomi sentire bella e desiderata. Prima che fosse troppo tardi, ho preso dalla borsa due preservativi e glieli ho messi in mano.
- Sei stato bravo Said, adesso puoi farmi quello che vuoi.
Gli ho chiesto come faceva ad essere così bravo a fare sesso ed ha risposto che leggeva e vedeva su internet tutti i siti di noi occidentali, ma che nella sua terra le ragazze erano molto sorvegliate e che, prima del matrimonio, i maschi si arrangiavano da soli e per questo erano costretti a sposarsi presto. Lui era fidanzato, ma si sfogava soprattutto con le turiste, ed era particolarmente apprezzato perchè aveva una buona lingua, che invece molti ragazzi locali si rifiutavano di usare.
ED era proprio vero! Ha accarezzato le mie gambe appena depilate e ha iniziato a baciarmi e leccare l'interno delle cosce, il che mi ha fatto letteralmente impazzire. Quel ragazzo sembrava conoscere tutte le cose che mi piacciono di più e cercava di regalarmi il massimo piacere possibile con acrobazie di lingua vicino e dentro la vulva rossa e sanguigna, vergognosamente unta e odorosa. Proprio quando pensavo che mi scopasse, sentivo i brividi e la sua lingua passava sull'altra coscia che riceveva lo stesso trattamento della prima.
Finalmente mi ha afferrato i fianchi e mi ha messo a pecora, mi ha schiaffeggiato il culo per togliere un po' di sabbia, ha infilato il preservativo e mi ha penetrato la fica come se fosse burro. Entrava e usciva con colpi profondi e si chinava in avanti per titillarmi il clitoride con una mano. Sono venuta subito una, due, tre volte in sequenza. Ero al settimo cielo, in estasi, e gridavo come una troia.
Non mi importava nulla se mi stavo facendo montare su una spiaggia in cui chiunque avrebbe potuto vederci, anzi! Di nuovo, l'esibizionismo è stato un potente amplificatore del mio piacere. Quel po' di autocontrollo che mantenevo in Italia, la decenza, l'inibizione, erano completamente scomparsi.
Ero in Egitto... e per due settimane mi sarei fatta fottere fino allo sfinimento!

FINE

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