UN GIOVANE CAZZO EGIZIANO – 2^ parte – Sharm El Sheikh (Egitto)

Mentre mi contorcevo e gemevo per il piacere, il debole rumore di una motocicletta ha distratto i miei sensi. Ho girato la testa e ho intravisto un ragazzo egiziano che mi guardava da lontano.
Sono sempre stata un po' esibizionista, e l'idea di essere vista mi ha fatto eccitare ancora di più. La bottiglietta nella fica mi dava sensazioni sempre più intense. Ho continuato a spingerla dentro e fuori, la sensazione di leggero dolore aggiungeva una nota perversa all'orgasmo che si preparava ad esplodere.
Durante questi secondi meravigliosi, ogni tanto sbirciavo lo sguardo del mio nuovo ammiratore. Sembrava abbastanza giovane, non molto alto, ma piuttosto carino. Chissà, forse era un dipendente dello stesso hotel in cui alloggiavo.
Senza interrompere la mia masturbazione, ho iniziato a osservarlo meglio. I suoi occhi erano incollati al mio corpo nudo, stava con una mano appoggiata alla moto, e l'altra infilata nella patta dei calzoni come se anche lui facesse auto-erotismo di nascosto.
Questo accentuava ulteriormente il mio esibizionismo e sentivo crescere il piacere in modo spudorato e morboso. Ho reintrodotto le tre dita massaggiandomi sempre più forte e l'orgasmo mi ha travolto con la forza di un ciclone. Ero stordita, ma quando ho rialzato la testa, ho visto che aveva tirato fuori il pene e lo strofinava molto velocemente, finchè gli schizzi di sperma hanno bagnato la sabbia di fronte a lui e la sua faccia si è illuminata di godimento.
Ho sorriso, e nella mia mente si è insinuata l'idea di approfittare della situazione. Anche se la mia passera aveva appena provato un ottimo orgasmo, volevo anche un cazzo vero per soddisfarla ancora di più, e quello che era vicino a me era esattamente quello di cui avevo bisogno. Si trattava di convincere il ragazzo, ma non sarebbe stato un grosso ostacolo.
- Hey you, come here, please!
Ho coperto la fica fradicia con la camicetta e mi sono alzata in piedi mostrando il mio culone bianco. Lui era perplesso, non capiva se volevo rimproverarlo o cosa.
- Don't worry, I'm no angry...
Alla fine si è deciso e si è incamminato lentamente, timido, con un'espressione di stupore sul viso. Mentre si avvicinava, non aveva il coraggio di guardarmi negli occhi, piuttosto spiava il mio grosso e flaccido seno coi capezzoloni ancora eccitati. Malgrado i miei 45 anni, per lui dovevo essere una bella manza se si era fatto una sega in quel modo. Quando è arrivato a due metri da me, si è fermato dicendo: 
- Tu scusa me, ma è cosa che non si vedono tutti i giorni qui. Non posso credere quanto sei bella e come la vedi, sei italiana, vero? 
- Grazie del complimento. Sì, sono italiana, come mai parli la mia lingua?
- Tutti qui parlare poco italiano... tanti turisti da Italia...

CONTINUA

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