TRA MOGLIE E MARITO, NON METTERE... LA CHAT!

TRA MOGLIE MARITO, NON METTERE... LA CHAT! Io e mio marito eravamo in crisi. Dopo 23 anni di matrimonio e due figli già grandi ma senza un lavoro fisso, il sesso era morto e sepolto tra le preoccupazioni, i problemi economici e la noia. Lui era in cassa integrazione, io lavoravo in campagna d'estate. Raccoglievo la frutta e facevo qualche ora nel magazzino-frigorifero di una cooperativa locale. L'unico svago era il PC. Un bel giorno sono capitata in una chat line erotica. Ho curiosato tra gli annuncii degli uomini che si presentavano e sono rimasta colpita da questo: "Marito 55enne depresso e trascurato dalla moglie, cerca donna matura per chattare on line. #Massimo61". Mi sono registrata al sito e l'ho contattato. Non era in linea, ma gli ho ugualmente inviato una prima chat. - Ciao Massimo, sono Stefania, ho 52 anni e sto vivendo la tua stessa situazione al contrario. Da quando mio marito è in cassa integrazione e non riesce a trovare un altro lavoro (2 anni), non mi sfiora più neanche con un dito. Non scopiamo mai e litighiamo su ogni cosa. Abbiamo due figli che lavorano come precari, io guadagno qualcosa d'estate, però dobbiamo sempre tirare la cinghia. Penso spesso a quando facevamo l'amore con passione e qualche piccola trasgressione e, alla mia età, ho ricominciato a masturbarmi. Ho bisogno di sfogarmi con qualcuno che mi capisca. Aspetto tue notizie. Neanche due ore dopo, finita la cena e lavati i piatti, mio marito è sprofondato nel solito coma televisivo, i figli sono usciti a divertirsi, io sono andata in camera da letto e ho riacceso il computer. C'era già una risposta di Massimo. - Ciao Stefania, la tua storia e la mia hanno molte coincidenze. Io uso lo smartphone e sarei felice di chattare con te. Sarò on line fino a mezzanotte. #Massimo61. L'ho subito contattato scrivendo: - Non sono abituata a queste conoscenze virtuali, ma accetto volentieri la tua proposta. Tanto qui non ci vede nessuno, vero? - Vero! E vale anche per me. Abbiamo chattato tutte le sere dalle 22 alle 24. Le prime tre settimane siamo rimasti un po' sul sesso vago, ma poi siamo scesi nell'intimità di ciascuno. - Sai Massimo, quando eravamo giovani, mio marito ce l'aveva sempre duro come il marmo. Ogni volta che i bambini dormivano, mi saltava addosso, mi accarezzava e mi baciava come un maniaco sessuale. Mi spogliava nuda, si metteva nudo pure lui, e mi portava in camera da letto a forza di dita nella vagina e nel culo. Io mi eccitavo in fretta, lui si metteva didietro e mi montava alla pecorina, toccandomi le tette e il clitoride. Lo facevamo spesso e il suo membro spingeva per un quarto d'ora senza problemi. Ma io venivo in fretta e, dopo, mi faceva male. Allora lui tirava fuori il cazzo unto di figa e me lo ficcava in bocca. Io non ero particolarmente entusiasta, ma glielo succhiavo e glielo leccavo, a patto che mi avvertisse subito prima di eiaculare. Poi glielo menavo con la mano e lui mi sborrava addosso. Di solito, il menù prevedeva almeno due montate in figa, più una sorpresa che cambiava di volta in volta. Per esempio, io mi mettevo reggipetto e mutandine di pizzo nero e lo aspettavo a gambe aperte sul tappeto vicino alla porta. Oppure lui si copriva la testa con un passamontagna e faceva finta di essere un maniaco e, dopo avermi lubrificato , mi infilava il cazzo nel culetto e mi montava fino allo sfinimento. Dopo aver letto questa chat, Massimo restò un po' sorpreso e mi scrisse che dovevamo incontrarci di persona il prima possibile. Lui abitava in Viale Krasnodar come me. Il pomeriggio seguente, mio marito doveva andare all'ennesimo ed inutile colloquio di lavoro, e i nostri figli facevano il turno serale da MacDonald's. Così, per stare tranquilli, abbiamo fissato un appuntamento in un bar-pasticceria di Corso Giovecca. Mi sono lavata, depilata, truccata e profumata come mai avevo fatto negli ultimi anni. Ho messo il tailleur delle grandi occasioni e ho addirittura preso un taxi. Ci tenevo a fare bella figura. Sono entrata col cuore in gola, non c'era molta gente. Lui era già lì, era l'unico uomo solo, seduto di spalle a un tavolino in fondo al locale. Profumato e benvestito, sorseggiava una tazzina di te' fumante. Mi sono avvicinata. - Buonasera Massimo, io sono Stefania... Quando si è girato, la sua tazzina è volata per terra e io sono rimasta di stucco... era mio marito!!! Mentre un cameriere si precipitava a pulire i cocci e il te', mi sono seduta al tavolino per nascondere il reciproco imbarazzo. - Cazzo Gianni, ma lo sai che sei proprio un gran figlio di... - E tu, tu cosa sei? Un fiorellino? Ci siamo guardat incazzati come iehatne per 60 secondi... poi abbiamo cominciato a ridere. Abbiamo mangiato un tot di pasticcini e scolato un prosecco DOC da 75 cl. Quando siamo arrivati a casa con la nostra macchina scassata, lui ha aperto l'uscio e mi ha detto: - Senti, cara "Stefania", adesso che siamo soli, perchè non stampi alcune delle nostre chat e proviamo subito a metterle in pratica? Da quella sera, abbiamo ricominciato a fare sesso seguendo passo passo, ma con calma, i contenuti eroticil che avevamo scritto. Be', magari i risultati non sono quelli di 20 anni fa, ma va bene così. Un abbraccio.

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