• Pubblicata il:
  • Autore: MAXI GIRL
  • Categoria: Racconti etero
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MAXI GIRL SEDUCE LITTLE BOY - 1° episodio

MAXI GIRL SEDUCE LITTLE BOY - 1° episodio Lavoravo come cameriera stagionale in un hotel di Diano Marina (IM). Era il giorno del mio 19° compleanno. La camera di noi femmine era vuota, io stavo nuda davanti allo specchio e non mi piaceva quel che vedevo. Avevo un bel viso, le tette grandi, però ero troppo alta e grassottella. Invece avrei voluto essere più magra per sedurre il ragazzo dei miei sogni: Danièl, di origine metà francese e metà italiana. Anche lui cameriere, dormiva nella stanza dei maschi. Anche se era più basso di me, io lo amavo, ma lui mi cagava solo a sprazzi. Avevo il pomeriggio/sera libero e, insieme a Milly, un'amica dell'hotel vicino che avrebbe compiuto gli anni due giorni dopo, siamo state in spiaggia e, prima del ritorno, lei ha voluto a tutti i costi andare in un sexy shop. Tutti quei cazzi di plastica appesi e disposti sugli scaffali mi imbarazzavano, ma la mia amica mi ha tranquillizzato dicendo che non c'era nulla da vergognarsi e che la maggior parte delle donne utilizzano i sex toys. Così ci siamo regalate un vibratore a vicenda. Lei uno grande, io uno un po' più normale. Non vedevo l'ora di provarlo. Erano le 19, la stanza era vuota perchè tutte le mie colleghe erano impegnate per la cena. Appena rientrata, mi sono tolta maglietta, pantaloncini, mutandine e ho aperto la scatola. C'era anche un tubetto di lubrificante, ne ho spalmato un po' sul dildo e l'ho acceso. Mi è piaciuto subito, ho usato le vibrazioni per accarezzare i capezzoli, poi le labbra della vagina, il clitoride e infine l'ho spinto in vagina. E' stato facile e godibilissimo. Anche con il modello più economico, ho rischiato di raggiungere l'orgasmo senza nemmeno introdurlo del tutto e, dopo appena uno o due affondi, ho goduto. Non come se fosse un cazzo vero, ma poco ci mancava. Alle 19.45 ero ancora eccitatissima, mi sono rivestita e sono entrata di nascosto nella stanza dei maschi. Sapevo che anche tutti loro stavano lavorando e che invece Danièl aveva fatto il turno dalle 6 alle 14 assieme ad altri due che, come me, avevano il pomeriggio/sera libero. Li avevo visti in spiaggia, gli avevo chiesto di lui e mi avevano detto che era a letto perchè era stracciato. Ero sicura che loro due non sarebbero rientrati presto e gli altri non sarebbero arrivati prima delle 22. Ma soprattutto ero certa di trovarlo lì. Danièl dormiva profondamente e ho deciso di svegliarlo con la mia bocca. Ho alzato il lenzuolo e ho spiato il suo cazzo che, in erezione, pulsava come se avesse una polluzione o stesse facendo un sogno erotico. Ho iniziato a baciarlo dall'ombelico in giù, centimetro dopo centimetro, fino ad arrivare a leccargli la cappella. Si è svegliato lentamente e mi ha visto... CONTINUA

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