Dei vicini di casa molto particolari - Piacenza Trasgressiva

Dei vicini di casa molto particolari - Piacenza Trasgressiva


Roma è una città fantastica, ricca di storia e monumenti, ma nasconde anche un lato moderno, di vetro e cemento, con quartieri che farebbero invidia alle altre capitali europee, ed è proprio in una di queste zone, eleganti e sofisticate, che non posso rivelare per questioni di privacy, che mi sono trasferito un mese fa, su richiesta della multinazionale per la quale lavoro. Doveva essere un periodo breve, non più di un paio di mesi, ma dopo quello che mi è capitato qualche giorno fa ammetto che ho qualche motivo in più per richiedere un trasferimento permanente...
Da qualche tempo, infatti, avevo notato nel mio palazzo una bella biondina, sui quaranta, raffinata e sempre inappuntabile, il cui profumo, spesso, sentivo per le scale, testimonianza del suo passaggio. Niente di più che qualche saluto cordiale, un sorriso, uno sguardo di sfuggita, ma tanto mi bastava per iniziare a fantasticare su quella splendida signora, che sembrava la perfezione sulla Terra, fatta eccezione per un piccolo particolare: era sposata. Questo per me significava che era off limits, ma ciò non fermava le mie fantasie su di lei, che sembrava essersi accorta delle mie attenzioni, forse per uno sguardo posato qualche istante di troppo su di lei, o per una mia eccessiva rigidezza quando la incontravo nel palazzo.. Alessandra, così si chiama la donna, sembrava apprezzare la mia piccola cotta per lei, e faceva di tutto per mettermi a mio agio durante i nostri incontri fortuiti, e dall'iniziale freddezza passò all'essere gentile e sorridente, tanto che, quando la incontrai nel bar sotto casa, mi offrì un caffè e chiacchierò volentieri con me, rivelandosi una bella persona, interessante e piena di cose da dire, con una visione fresca e allo stesso tempo disincantata del mondo, direi quasi alternativa. Ad essere sincero, di alternativo aveva anche altro, come ebbi modo di scoprire di recente: mentre stavo salendo le scale per tornare al mio appartamento dopo una lunga giornata di lavoro, la incontrai sul pianerottolo di casa sua e, fermato che fui per un saluto veloce, fui preso senza tanti complimenti per la cravatta e portato nel suo soggiorno, dove mi aspettava un lungo bacio, improvviso quanto graditissimo.
L'ultima volta che l'avevo incontrata avevo percepito un cambiamento in lei, sembrava divertita e quasi maliziosa, ma continuavo a dirmi che avevo frainteso, dopotutto è sposata, e invece eccomi qua, nel suo appartamento senza una virgola fuori posto, con Alessandra avvinghiata al sottoscritto e le mie mani a stringerle i fianchi, avvicinandoli ai miei per farle sentire tutto il mio desiderio, rimasto sopito per settimane ma ora finalmente libero di mostrarsi. Sempre tenendomi per la cravatta, mi condusse in camera da letto, dove ad aspettarmi c'era una sorpresa che mi gelò il sangue: suo marito, infatti, era comodamente seduto su una poltrona, aria rilassata, drink in mano, ad aspettare il ritorno della mogliettina. Dopo un primo momento nel quale rimasi paralizzato, però, iniziai a capire: lo sguardo della donna, il suo sorriso, l'assenza di stupore nei suoi gesti, mi fecero capire che lei sapeva tutto, e che il marito, evidentemente, aveva dato il suo benestare alla cosa, probabilmente persino organizzandola. Non saprei dire se era un'abitudine tra i due, penso di sì, dato che sembravano averlo fatto già altre volte in passato; con naturalezza, infatti, Alessandra si spogliò davanti a me, lasciandosi scivolare di dosso il suo vestito e rimanendo ferma, a farsi ammirare il fisico da me e dal compagno: pelle ambrata, seni pieni e forme sinuose ma ben definite, degne di una ventenne.
In pochi istanti mi ritrovai nudo dalla cintola in giù, con Alessandra che prese a toccarmi delicatamente, mentre il suo sguardo rimaneva fisso sul viso del marito, rapito da quello che stava avvenendo a pochi passi da lui, con la mogliettina che, dopo avermi fatto stendere sul letto, iniziò ad assaporare il mio bastone, infilandosi in bocca prima solo la cappella, poi d'un tratto tutta l'asta. Ogni volta che la donna spingeva fino in gola il mio randello, un gemito, proveniente direttamente dalle profondità del suo bellissimo corpo, le usciva dalle labbra, facendo da contraltare al silenzio assordante della stanza. Il marito, perso ogni controllo, si masturbava seduto sulla poltrona, incantato dalla moglie che deliziava il vicino, senza perdersi un dettaglio, anzi, dei tre sembrava il più coinvolto, specialmente quando Alessandra mi si sedette sulla faccia, iniziando un sessantanove come non ne facevo da tempo, il tutto sorridendo di tanto in tanto al nostro spettatore accalorato...
Non paga di stuzzicare il mio povero vicino, Alessandra si alzò, gli si avvicinò lentamente e, raccolte da terra delle manette, legò l'uomo alla poltrona, impedendogli di toccarsi ancora, per poi inginocchiarsi, avvicinarsi con la bocca al suo bastone e... fuggire via, lasciandolo ad impazzire di desiderio, proprio mentre ritornava da me per riprendere da dove aveva interrotto. Evidentemente, però, non era ancora soddisfatta, così prese dal cassetto dei nastri e, dopo avermi immobilizzato mani e piedi al letto, poté finalmente avere il completo controllo su due uomini, eccitati come non mai.
La prima volta che il mio palo di carne le si infilò dentro, con la sua caldissima ed avvolgente fessura che lo accolse senza la minima resistenza, un grido le scappò dalla bocca, rimasta aperta in un estatico sorriso rivolto al devoto maritino, giusto un istante prima di prendere a montarmi selvaggiamente, con un gran bel ritmo e senza apparenti sforzi: mi fu fin troppo evidente che la palestra l'aveva aiutata a mantenersi in forma, altrimenti quei colpi così ben assestati l'avrebbero stancata in fretta... Intanto, legato alla poltrona, il mio vicino si contorceva, non solo disperato di non poter partecipare, ma nemmeno di riuscire a toccarsi alla vista di quello spettacolo, mentre anche io mi stavo inquietando, perché non poter esplorare con le mani quel corpo da urlo mi stava facendo impazzire. Alessandra non accennava a voler rallentare, né sembrava avere un qualche cedimento, i suoi colpi erano forti e decisi e il loro rumore riecheggiava nella spaziosa camera da letto, interrotto solamente dai suoi gemiti di piacere e dai lamenti vogliosi del compagno, che ogni tanto supplicava di essere liberato, ogni tanto invece la incoraggiava a proseguire e le suggeriva quando rallentare e quando, invece, scoparmi più forte. Io sembravo non avere voce in capitolo, ma mi andava bene così, lasciar il comando sotto le coperte alle donne è una mia prerogativa, anche se onestamente non mi era mai capitata una situazione così bizzarra... Ora la donna era rivolta verso di me, dando le spalle al marito, che si godeva il suo fondoschiena da urlo, proprio mentre io ammiravo le sue forme direttamente dal davanti, con le sue tette che sobbalzavano a pochi centimetri dal sottoscritto, così vicine eppure irraggiungibili dalla mia bocca, più affamata che mai.
Riuscii finalmente a liberarmi dai nastri, o forse erano stati fatti allentati da lei di proposito, così balzai all'improvviso sulla mia vicina, pronto a pomparla selvaggiamente, tra le esclamazioni stupite dei due, che però sembravano non aspettare altro; da lì in poi persi totalmente il controllo, con la povera Alessandra completamente inerme mentre, a gambe spalancate, si faceva prendere senza pietà, con una docilità che non faceva altro che attizzarmi ancora di più, docilità che, d'un tratto, venne meno proprio mentre stavo per finire: liberata dalla mia morsa, si lanciò sul mio bastone, riuscendo a prenderlo in bocca in tempo per ricevere tutto il mio seme, senza sprecare nemmeno una goccia. Con estrema lentezza, poi, si diresse dal marito, al quale regalò un lunghissimo bacio: premio? Ulteriore umiliazione? Entrambi? Sul momento non mi feci certo domande, ormai ero passato decisamente in secondo piano, con i due che continuavano le loro effusioni, così, vestito in fretta, li lasciai alla loro intimità. Quando mi chiusi alle spalle la porta di casa loro, riuscii a sentire i primi gemiti della coppia: evidentemente, anche il mio vicino era stato liberato, pronto per infliggere la sua dolce vendetta ad Alessandra, non ancora sazia...

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