BANCARELLA PORNO

Quando avevo 20 anni, mi sono innamorata di un ragazzo e facevamo sempre sesso in macchina. Era scomodo ma fantastico. Una volta mi ha chiesto se poteva avere le mie mutande come ricordo. Erano davvero macchiate e bagnate, le avevo anche indossate tutto il giorno. Comunque gliele ho date e ho sorriso pensando che forse le avrebbe messe sul suo cuscino per dormire sognando di me.
Pochi mesi dopo, mi sono innamorata di un'altro e l'ho lasciato. Quando abbiamo scopato a casa dei suoi, anche l'altro ragazzo mi ha chiesto le mutande come souvenir, dicendo che uno dei suoi amici gli aveva rivelato di averne un paio di una ragazza con cui era stato per qualche mese. Ho pensato che fossero le mie, ma ovviamente non l'ho detto e gliele ho comunque regalate malgrado fossero unte e sudate.
In seguito, il passaparola è divenuto una moda e molte ragazze del paese dicevano che i loro fidanzati volevano un paio delle mutande sporche che avevano indossato prima o subito dopo aver scopato.
Allora ho pensato di inventare una bancarella di mutande da donna indossate e magari macchiate di sesso. Ho comprato una cinquantina di paia e le ho messe tutte almeno per un giorno, anche col ciclo.
Dopo quasi due mesi, sono andata in macchina in una città a 50 km. dal mio paese, dove ogni sabato del mese si possono esporre oggetti usati o antichi per venderli senza alcuna licenza.
E' stato un successo incredibile, un delirio! Anche se le vendevo a 20 euro ciascuna, le mutande andavano via come il pane, specialmente quelle più macchiate di sperma! 
A quel punto ho capito che avevo bisogno di aiuto. Non potevo farmi scopare a oltranza solo per ottenere dello sperma su di esse, così ho chiesto al mio ragazzo di conservare la sua sborra in un barattolo quando si masturbava e ne ho fatta una buona scorta.
Ne ho vendute altre 100 il sabato successivo. Allora me ne sono procurata qualche centinaio. Alcuni giorni ho provato a indossarle per 12 ore, solo per mantenere l'offerta. Mi hanno perfino chiesto di macchiarle di merda. Ero contraria all'idea, ma riuscivo a venderle a 30 euro cadauna!
Era stupido, non igienico, pericoloso per via delle malattie veneree, eppure la gente (gli uomini) faceva a gare per comprarle, e le autorità non muovevano un dito!
Dopo soli quattro mesi avevo guadagnato un mucchio di soldi, ma ormai la domanda del mercato superava l'offerta, le richieste erano troppe. Perciò ho cominciato a collaborare con alcune amiche. Con una maggiorazione di prezzo, nel sacchetto mettevamo anche la stampa di un selfie della vagina e del cazzo che avevano fornito le macchie. Ci siamo fermate solo davanti alle richieste di mutande macchiate di sangue mestruale, perchè sapevamo che l'azienda sanitaria regionale era già sul piede di guerra e non avrebbe tollerato oltre.
In cambio, ci siamo dedicate anche ai reggiseni usati e non lavati. Quelli che andavano per la maggiore erano di taglia 4^ o 5^, ma il top dei top erano gli esemplari sporchi di latte materno delle donne in post gravidanza.
Stavamo per iniziare un commercio on line, quando una delle mie socie ha fatto il passo più lungo della gamba mettendo in vendita dei preservativi usati pieni di sperma. Siamo state denunciate e la pacchia è finita.

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